Il settore dell’autotrasporto italiano attraversa una fase di profonda trasformazione, dove la sostenibilità non è più un orizzonte lontano, ma il motore dell’attuale competitività. È questo il messaggio centrale emerso durante la prima tappa del Roadshow ANITA, ospitata lo scorso 19 febbraio presso la sede di Toscandia Spa a Calenzano (FI). L’evento ha riunito i principali attori della filiera per discutere come i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) stiano ridefinendo le regole del mercato.
Una visione condivisa per guidare il cambiamento
L’apertura dei lavori è stata affidata a Giuseppe Barelli, AD di Toscandia, e Riccardo Morelli, Presidente di ANITA. Entrambi hanno sottolineato un punto fondamentale: la sostenibilità non deve essere subita come un obbligo normativo asfittico, ma cavalcata come una leva strategica.
In un settore vivo e dinamico, le imprese necessitano di strumenti concreti per governare il cambiamento, evitando di restare ai margini di un mercato sempre più esigente. Sotto la moderazione di Giulia Corridori, Responsabile Marketing di Toscandia, il confronto è entrato nel vivo toccando i nervi scoperti della transizione ecologica e digitale.
Dati certi e standard internazionali: la forza della misurabilità
Uno dei temi caldi è stato l’importanza della misurazione. Non esiste sostenibilità senza dati certi. In quest’ottica, lo standard UNI EN ISO 14083 è stato indicato come il punto di riferimento imprescindibile per il calcolo delle emissioni.
Solo attraverso regole comuni ed europee le aziende possono certificare il proprio impegno, trasformando un dato tecnico in un valore commerciale spendibile.
Il ruolo della finanza e della committenza
L’intervento di Angelo Pellegrino (Intesa Sanpaolo) ha chiarito un aspetto vitale per la sopravvivenza aziendale: il legame tra rating di sostenibilità e accesso al credito. Oggi le banche utilizzano i parametri ESG per valutare l’affidabilità di un’impresa; un buon rating non è solo un “vanto ecologico”, ma una condizione per ottenere finanziamenti a condizioni migliori.
Allo stesso modo, la voce della grande committenza, rappresentata da Marco Vanni (Baker Hughes), ha confermato che la compliance ESG è ormai un prerequisito obbligatorio. Le grandi aziende scelgono i propri partner logistici non solo in base al prezzo, ma alla loro capacità di integrarsi in una filiera decarbonizzata e trasparente.
Dall’approccio teorico alla pratica: il ruolo di Tempo Zero
Per passare dalla teoria alla pratica, il contributo di Francesco Garuglieri e Andrea Ferraresso (Tempo Zero – Toscandia) e di Fabrizio Panfili (AT2) ha mostrato il valore della consulenza specialistica. Attraverso casi aziendali reali, è stato dimostrato come l’integrazione di normative, strategia e tecnologia possa semplificare processi complessi, rendendo l’azienda più agile e pronta alle sfide future.
L’evento si è concluso con un momento di networking, riaffermando il valore del legame B2B. Il confronto diretto tra imprenditori e decision maker è, infatti, l’unico modo per costruire una visione di sistema che permetta all’autotrasporto di rimanere protagonista dello sviluppo del Paese.